Il primo drone radiocomandato per tutti: Parrot AR.Drone 2.0

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Parrot AR.Drone 2.0I cosiddetti droni sono veicoli aerei senza pilota controllati remotamente che fino a poco fa erano usati principalmente in azioni militari e in un gran numero di applicazioni civili come la prevenzione ed estinzione degli incendi o operazioni di sicurezza, cartografia e servizi forestali.

Però l’abbattimento progressivo dei costi dei componenti elettronici ha permesso l’arrivo di questi tipi di aeronavi nell’ambito puramente ricreativo; scenario che la ditta francese Parrot ha approfittato per diversificare la sua linea di prodotti e lanciare sul mercato il primo AR.Drone 2.0.

La struttura

Come dice il nome, l’AR.Drone 2.0 è la seconda versione di questo dispositivo. Con pochi cambi estetici, arriva con un gran numero di novità destinate a migliorare l’esperienza di uso e a ridurre in forma considerabile la curva di apprendimento necessaria per pilotarlo come un autentico esperto.

La prima cosa che attira l’attenzione  nell’AR.Drone 2.0 è l’aspetto fragile e poco robusto che presenta, specie se teniamo a mente che si tratta di un dispositivo che costa circa 300 €. Dobbiamo tenere presente però  che un apparato di queste caratteristiche deve avere una struttura più leggera possibile, così che il suo semplice il sistema di quattro motori abbia la potenza necessaria per far sì che si mantenga nell’aria.

l’AR.Drone 2.o ha un supporto a forma di croce in fibra di carbonio e due chassis intercambiabili in spuma di polipropilene. Uno di questi protegge le eliche da possibili impatti ed è pensata per volare in interni; l’altro, molto più piccolo, è concepito per il volo in spazi aperti, per la sua forma più aerodinamica.

Le fusoliere si cambiano con facilità e si agganciano alla struttura del drone attraverso un semplice sistema di calamite. Tra le loro funzioni c’è quella di proteggere l’alloggiamento della batteria e la porta USB alla quale si può collegare un pendrive dove immagazzinare le registrazioni video del quadricottero. Sorprende che Parrot abbia scelto questa soluzione invece di un alloggiamento per schede di memoria, che sarebbe stata più semplice e pratica. Nonostante la sensazione di fragilità che trasmettono le due fusoliere, in realtà sono più resistenti di ciò che sembra, con la struttura in grado di ammortizzare i colpi che riceve l’apparato e che potrebbero danneggiare i suoi circuiti interni. Ciò non si può però dire per la parte meccanica dei motori che fanno ruotare le eliche che è totalmente esposta alla polvere e all’umidità.

Il pilotaggio

Le principali migliorie del drone rispetto al modello anteriore somo quelle relazionate con il maneggio dell’apparato. Senza entrare in aspetti troppo tecnici, il nuovo dispositivo ha un serie di giroscopi e sensori di pressione che fanno sì che pilotare questo quadricottero sia un autentico gioco da ragazzi. Come il l’suo predecessore l’AR.Drone 2.0 si controlla remotamente attraverso uno smartphone o tablet con un sistema operativa iOS o Android  collegato alla rete Wi-Fi che genera il proprio quadricottero. Per fare ciò è necessario scaricare l’applicazione gratuita AR.FreeFlight 2.0 la cui compatibilità con il nostro cellulare o tablet dipende dal sistema operativo e dalla marca dello stesso.

L’applicazione offre due forme di pilotaggio: attraverso di due joystick tattili che appaiono sullo schermo o inclinando lo smartphone nella direzione dove vogliamo muovere il quadricottero. Proprio in questo risiede la miglioria principale del sistema di di pilotaggio. Nella versione anteriore del drone le direzioni erano relative, cioè dipendevano dell’orientazione del quadricottero rispetto alla nostra posizione. Così, per esempio, se stava girato verso di noi e volevamo muoverlo alla nostra destra, si muoveva alla nostra sinistra. In questa nuova generazione il dispositivo incorpora una serie di sensori che gli permettono sapere in che posizione si trova rispetto al controllo remoto, per cui se gli si dice che effettui una virata alla nostra sinistra l’AR.Drone si muoverà effettivamente verso quella direzione, senza tenere conto della posizione relativa a noi in cui è al momento di impartire il comando.

Il decollo e l’atterraggio sono movimenti che l’apparato fa automaticamente premendo un bottone. Arriva anche una nuova manovra che consiste in un giro orizzontale di 360°. Secondo Parrot due nuovi sensori di pressione garantiscono che l’apparato ascenda stabilmente ma bisogna dire che le limitazioni della Wi-Fi (50 metri senza ostacoli in mezzo) e le correnti d’aria sono il peggior nemico di questa manovra.

È anche vero che questa nuova versione del quadricottero ha migliorato molto il controllo della stabilità e che in un giorno senza vento è possibile ascendere ad una altezza considerevole senza temere per la sua integrità. Ciò non vuol dire che non bisogna fare molta attenzione nel pilotaggio di questo apparato e che non dobbiamo abbassare la guardia davanti ad eventuali raffiche di vento traditrici.

Sicurezza del AR.Drone 2.0

l’AR.Drone 2.0 include vari sistemi di sicurezza per minimizzare gli effetti di un incidente. Così che se perdiamo la connessione Wi-Fi o consumiamo la batteria atterra soavemente in maniera automatica. Inoltre, se durante il pilotaggio reciviamo una chiamata sullo smartphone con il quale stiamo controllando il drone, questo rimane sospeso in aria in attesa che ritorniamo a controllarlo.

La unica situazione in cui il quadricottero può precipitare al vuoto  è quando qualcuna delle sue eliche impatta contro un ostacolo. In questo caso realizza una fermata di emergenza per proteggere i rotori da una possibile avaria. Può succedere lo stesso anche quando il quadricottero si espone ad una raffica di vento molto potente. Fortunatamente se l’AR.Drone 2.0 ha un problema in questa pagina potete trovare ricambi originali.

Aspetti negativi

Uno degli aspetti più criticati dagli utenti è la scarsa durata della sua batteria e pertanto della sua autonomia di volo. Una carica completa della batteria richiede una ora e mezza e può garantire tra i 10 e i 15 minuti di volo. Questo è un problema comune nell’aeromodellismo che deve far i conti con il peso delle batteria più potenti e la durata di quelle più leggere. In qualsiasi caso, chi volesse volare più tempo può acquistare una batteria aggiuntiva originale su questa pagina ad un prezzo abbastanza abbordabile.

La videocamera

Un’altra grandi novità che porta con sé l’AR.Drone 2.0 rispetto alla generazione precedente è l’aumento della risoluzione e della sua camera di video, Che arriva a 1280 x 720 pixel. La qualità della camera HD comunque non è delle migliori. Ha una nitidezza limitata e presenta un effetto abbastanza pronunciato di “rolling shutter”, aumentato dal fatto che la stabilità dei quadricottero non è delle migliori per girare video. Comunque con buone condizioni di luce si può arrivare ad una qualità simile a quella di un cellulare di gamma media ed è possibile ottenere sequenze video di pilotaggio abbastanza spettacolari.

Un altro aspetto molto interessante è che possiamo vedere in diretta quello che la camera sta catturando nello schermo del dispositivo che sta esercitando il controllo. Il video si trasmette con una certa latenza e senza molta fluidità Però risulta un’opzione considerevole. Grazie a questa possibilità Parrot ha progettato alcuni giochi di realtà aumentata che apportano ulteriore divertimento all’AR.Drone 2.0 e che si possono ottenere gratuitamente all’acquisto.

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